Investitore immobiliare attivo o passivo. Tu, da che parte stai?

3 marzo 2017

Oggi vi segnalo un mio recente intervento sul blog di Francesca RindinellaLa Valutazione Immobiliare“. 

Stavolta si parla delle due diverse tipologie di investitore immobiliare, ovvero l’investitore attivo e quello passivo, e quali sono gli aspetti che li distinguono. 

E voi, quale tipo di investitore volete diventare? Per risolvere ogni dubbio vi ricordo che è disponibile on line la mia “Guida Immobiliare di Successo, vero e proprio vademecum per un investimento sicuro e vantaggioso. 

Intanto vi auguro buona lettura!

Matteo Rizzo

Il primo passo fondamentale per diventare un buon investitore immobiliare è abbandonare la mentalità del cliente – ovvero quella di chi aspetta che siano i cosiddetti “esperti” (agenti, geometri, mediatori…) ad agire influenzando le tue decisioni – per apprendere quella dell’investitore.

Ciò significa che si deve imparare in prima persona tutti i segreti del mondo immobiliare. È infatti fondamentale essere in grado in autonomia di mettere in pratica delle semplici regole che permettano di far fruttare realmente i propri risparmi e realizzare veri guadagni a breve/lungo termine, qualunque sia la situazione economica globale in cui ci troviamo.

Ma una volta che si sarà adottato il giusto punto di vista, si dovrà anche decidere quale tipo di investitore immobiliare essere. Ne esistono infatti di due diverse nature: l’investitore attivo e quello passivo.

Ciò che li distingue sono il tempo, le priorità e gli obiettivi che i soggetti si pongono.

L’investitore attivo non si limita al solo acquisto della propria abitazione principale, ma si dedica con costanza alla compravendita di immobili utilizzando diversi canali, tra i quali la cessione di compromesso, le aste giudiziarie, gli stralci.

Spesso egli utilizza questi canali non solo per realizzare un guadagno immediato, ma anche per acquistare immobili al fine di metterli a reddito, in modo da crearsi un “cash flow” automatico.

L’investitore passivo ha invece il solo obiettivo di acquistare la propria abitazione principale al fine di adibirla a dimora familiare, e lo fa attraverso due canali principali: l’utente privato e le agenzie immobiliari.

Attenzione! Questo non significa che l’investitore passivo sia un “cliente”, perché l’acquisto di un immobile, qualunque sia il suo utilizzo, se fatto nel modo corretto, seguendo cioè determinati criteri di selezione e stima, risulterà sempre un solido e ottimo investimento a mediolungo termine.

E tu, che tipo di investitore vuoi diventare?

Sul mio sito Viveredimmobili.it è disponibile la “Guida Immobiliare di Successo” che spiega, in maniera semplice ed esaustiva, quali sono i passi fondamentali per compiere un investimento immobiliare corretto, non più da “cliente” ma da vero e proprio investitore… attivo o passivo, a te la scelta!

Matteo Rizzo


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